l’UGL-PS di Torino vuole ottenere risultati !

L’appello di Ugl: “La Regione conceda almeno un rimborso”

Giubotti-antiproiettile-la-stampa-21-03-15

Auto di servizio vecchie e senza porte blindate, poco personale e, soprattutto, il drastico crollo di disponibilità dei giubbotti antiproiettile. L’allarme era stato lanciato all’inizio dell’anno dagli stessi sindacati di polizia.

Adesso, a distanza di pochi mesi, la strage al museo del Bardo, in Tunisia, ha riacceso l’attenzione sui possibili attacchi terroristici in Italia e più in generale sulla questione sicurezza. Dei semplici cittadini ma anche delle stesse forze dell’ordine che, almeno sulla carta, dovrebbero poter disporre di tutti gli strumenti necessari a proteggere e proteggersi. È davvero così?

Senza risorse

I tagli lineari disposti dal governo non hanno risparmiato nessuno e nemmeno il comparto sicurezza. Secondo i calcoli dell’Ugl, su tutto il territorio nazionale, la polizia perderà 37 mila agenti nei prossimi 5 anni. Una scure che peserà, e non poco, su una realtà come Torino: da sempre teatro di manifestazioni e cortei di protesta, senza contare il caso Tav. Partite difficili e ancora aperte che rischiano di «paralizzare l’attività investigativa dei commissariati, con effetti negativi sulle possibilità di controllo del territorio».

Gli effetti della riduzione di fondi, però, si vedono già oggi. Dalla fine di gennaio una decina di poliziotti torinesi hanno già dovuto restituire il proprio «gap», il giubbotto antiproiettile sotto camicia che non torna utile soltanto in caso di azioni terroristiche, ma può salvare la vita anche nel caso di una semplice coltellata. Tutti i giubbotti sono stati destinati al personale impegnato nei servizi di scorta e investigazione.

Le proposte

Il segretario provinciale dell’Ugl, Luca Pantanella, va dritto al punto: «Le battaglie che devono affrontare ogni giorno i poliziotti stanno diventando sempre più rischiose. Perché sono sempre di meno e con minori dotazioni di riparto a disposizione. Si può fare a meno della carta, dei computer, ma non degli strumenti salvavita. Chi vorrà proteggersi, d’ora in poi, dovrà provvedere di tasca propria».

Per questo il sindacato lancia due proposte: «Chiediamo alla Regione di approvare una norma che consenta agli agenti di ottenere il rimborso Irpef per l’acquisto in autonomia dei sotto camicia». Un giubbotto, che salvo incidenti può essere utilizzato anche cinque anni, non costa meno di 500 euro. Con gli sgravi, invece, potrebbe scendere sotto i duecento.

La seconda opzione? «La nostra associazione per la legalità e sicurezza sul lavoro – l’Alsil onlus – ha aperto un fondo per accogliere la solidarietà di tutti i torinesi che vorranno contribuire con una donazione all’acquisto dei nuovi gap».

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